Alla scoperta del Radicchio Rosso e della Marca Trevigiana

Il Veneto è una terra ricca di bellezze ambientali, artistiche, architettoniche...e anche gastronomiche. Il Trevigiano, in particolare, è particolarmente famoso per essere la terra del radicchio. O meglio, di due particolari varianti di radicchio: il radicchio rosso di Treviso – precoce o tardivo – e quello variegato di Castelfranco. Due ortaggi d'eccellenza, i primi ad aver ottenuto, fin dal 937996, il riconoscimento di tipicita` geografica della Comunita` Europea (marchio I.G.P.).
Ma scoprire i luoghi che fanno da “culla” a questo “fiore d'inverno” significa anche scoprire le bellezze della Marca trevigiana, un territorio ricco e molto attento alla promozione delle tipicita`, con percorsi turistici eco-museali e gastronomici pensati ad hoc per valorizzare le sue eccellenze, che si snodano lungo tre itinerari di grande interesse gastronomico, culturale e paesaggistico, valorizzati dal Consorzio e dalla Strada del Radicchio.

  • Giorno 1

    Il primo itinerario del radicchio rosso è dedicato alla civiltà dell'acqua e comincia dalle rive del più grande fiume di risorgiva d'Europa, il Sile. Oltre all’indubbio valore naturalistico, il percorso, che segue idealmente il tracciato del fiume da Treviso alle sorgenti per poi proseguire verso Castelfranco e un’ampia zona attraversata da una capillare rete irrigua di origine medioevale, e` ricco di testimonianze storiche pregevoli.

    Qui, insediamenti paleoveneti, castelli medioevali (segnaliamo Castelfranco, che conserva intatta la sua cinta
    muraria merlata, e Noale, in cui si e` conservata la Rocca dell’originario castello dei Tempesta),
    oasi naturalistiche, mulini cinquecenteschi, attracchi per le imbarcazioni, alzaie lungo le sponde raccontano la storia delle genti del fiume.
    Il Sile era, infatti, la principale via di comunicazione tra Treviso e Venezia e, con ogni probabilità, da qui partivano i radicchi per essere venduti sui banchi del mercato di Rialto.
    In questo territorio fertile è possibile scoprire l’ospitalita` della cucina e la bonta` dei prodotti della terra, unite al fascino della natura per offrire al visitatore uno scrigno di bontà e bellezza in cui spiccano le ville venete (dalle due ville palladiane Emo a Fanzolo e Corner a Piombino Dese alla villa Marcello a Levada e alla villa Corner della Regina a Vedelago, passando per l’ininterrotta passerella di architettura patrizia costituita dal Terraglio, la strada che unisce Mestre a Treviso) e gli esempi di archeologia industriale, come ad esempio la filanda di Salzano o quella di Campocroce a Mogliano Veneto o i mulini Grendene, Bordignon, Favaro e Rachello.

  • Giorno 2

    Per il secondo giorno nella marca trevigiana potete scegliere tra due itinerari suggeriti dalla Via del Radicchio: uno dedicato alle terre d'origine del radicchio e l'altro alla campagna veneta dall'epoca romana alla Serenissima.
    Il primo parte da Casier e Preganziol, dove storicamente si e` sviluppata la coltivazione del radicchio, e si snoda attraverso Zero Branco, Scorze`, Trebaseleghe.
    Quest'area mantiene immutata da secoli la propria vocazione agricola e offre pacchetti turistici interamente dedicati alla gastronomia, in cui protagonista indiscusso è questo fiore commestibile pregiatissimo, risultato di un continuo processo di selezione e miglioramento che ha trasformato la specie spontanea comunemente nota come cicoria selvatica in un prodotto apprezzato in tutto il mondo. Storicamente, il primo momento pubblico in cui compare il Radicchio rosso trevigiano risale a una mostra del 20 dicembre del 1900 organizzata dall'agronomo Giuseppe Benzi. E nel 1924 Aldo
    Van den Borre scriveva: “Ecco un erbaggio che e` un fiore. Treviso va altera di questo magnifico ortaggio, che e` opera della sua terra, del suo clima e della sua gente illustre e paziente”.
    Se passate da queste parti in tempo utile, non perdete l'annuale Festa del Radicchio di Rio San Martino a Scorzè, che si svolge in genere a novembre.
    Se, invece, siete appassionati di storia, percorrere in macchina o bici il terzo e ultimo itinerario suggerito dalla Strada del Radicchio, che traccia un percorso ideale della campagna veneta dall'epoca romana alla Serenissima, sarà un piacere. A delimitarlo a sud è il decumano del graticolato romano.

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