Presentazione

Case disabitate, una natura fitta che sembra abbracciare ciò che è rimasto di un piccolo paesino, finestre rotte e accumuli di macerie ovunque.
Travi di legno che sembrano voler intralciare il passaggio a chiunque osi avvicinarsi, bottiglie ancora intatte e ricolme di polvere come se stessero aspettando da ormai troppi anni il “loro” padrone.
Piccole scarpine che si possono intravedere vicino ad un piccolo letto fatiscente.

Non è la trama di un film, né una storia da raccontare in quelle sere in cui si riuniscono gli amici e ci si raccontano le storie più spaventose per vedere chi ha meno paura; stiamo raccontando ciò che rimane di un piccolo paesino disabitato situato sull’Appennino Parmense.

Ca’Scapini, o Case Scapini, è il nome di questo piccolo paesino lasciato a sé.

La storia che ci viene raccontata dai più anziani dei paesi vicini, è colma di tristezza e inquietudine.
Tutto inizia negli anni ’40, quando una piccola pastorella viene trovata orribilmente mutilata davanti alla piccola cappella ancora oggi posta all’entrata del paesino fino ad arrivare alla Seconda Guerra Mondiali, in cui le truppe nemiche fecero incursione a Ca’Scapini e uccisero donne ma, soprattutto, bambini.

Proprio per questi avvenimenti così crudeli verso poveri bambini, il paese viene oggi definito “Il Paese dei bambini che piangono” o “Il Paese dei bambini perduti”.

Le legende che raccontano dei fatti successi su questo paese sono moltissime;
C’è chi racconta di 7 bambini abbandonati ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dove gli abitanti per sfuggire alla morte scapparono in fretta lasciando i piccoli al loro destino di stenti e morte;
C’è chi vede i 7 piccoli come così gravemente ammalati da non poterli accudire e quindi lasciati volontariamente tra quelle case che ora sembrano spettri;
C’è, invece, chi narra di uno sterminio di massa da parte dei nemici.

Tutte storie altamente tragiche e orribili da pensare, ma che in comune hanno un particolare rilevante: bambini a cui è stata strappata un’infanzia.

Ma cosa ha di particolare Ca’Scapini?
Io personalmente non mi sono mai imbattuta nella sua zona, ma molti conoscenti e abitanti giurano che quello sia un paese da cui star lontano.
Voci, rumori, urla e suoni che riecheggiano in quelle stesse case diroccate in cui sembra che la vita non sia la benvenuta, tende ancora misteriosamente appese (seppur distrutte dalle intemperie) che svolazzano come se attendessero ancora qualcuno e scarpe vicine all’unico lettino rimasto come a significare che i bambini non se ne sono mai andati.

Numerosi sono i testimoni ed esperti che si sono spinti alla scoperta delle “voci bianche” che chiamano in maniera lancinante la loro mamma, e numerose sono anche le voci di chi giura di averle sentite.

Come sono andati davvero i fatti?
Esistono davvero quelle terrificanti e lancinanti voci?

Chi ha avuto il coraggio di passare una nottata ai piedi di queste case disabitate giura di si.
Gli anziani cercano di avvisare chiunque si voglia addentrare in questo luogo del mistero della sua misteriosa “vita”.

Io posso solo dire che la certezza di questi racconti è ancora dubbia, ma posso anche affermare che Ca’Scapini, pur essendo un piccolissimo ammasso di mura diroccate, ancora oggi la sua voce la fa sentire davvero attraverso il mistero che lo racchiude e che cattura l’attenzione di chi si dirige verso queste zone dell’Appennino Emiliano.

Descrizione a cura di Turistando Blog

La Regione

Parma

 

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