Parco Nazionale Aspromonte

Parco Nazionale dell'Aspromonte

Introduzione

Il massiccio dell’Aspromonte fa parte del complesso delle Alpi meridionali o Alpi calabresi, in prevalenza composto da rocce granitiche e metamorfiche, stimando la sua origine ancor prima che vi fosse l’Appennino.
La forma dell’Aspromonte è conico-piramidale con un rilievo centrale chiamato Montalto dal quale iniziano cime intervallate a valli profonde.
I fiumi che attraversano questa zona sono brevi, primariamente a regime torrentizio alimentati dall’acqua piovana che nei periodi freddi si fa molto insistente andando ad alimentare fiumi in grado di dar origine a vere e proprie cascate.
Cosa diversa è invece in estate in cui le piogge, verificandosi raramente, rendono quasi impossibile dar vita a corsi d’acqua.
Tra la fauna che vi si può incontrare si ricordano esemplari di cani lupo, cinghiali, tasso, volpe, faina, donnola e, nei corsi d’acqua grande è la presenza di trote.
Numerosi sono i punti di interesse nell’Aspromonte, lunghe camminate su sentieri che permettono di poter ammirare pienamente di tutta la bellezza che l’Italia offre sulla sua terra e nelle sue acque.

Calabria

Stretta e aspra circondata dal mare e protesa verso il cielo con i massicci del Pollino, della Sila e d'Aspromonte, la Calabria è la punta dello stivale italiano e ultimo punto di affaccio sulla Sicilia, da cui la separa lo Stretto di Messina, che nel punto più vicino all'isola dista appena 3,2 km.
Classificare con precisione questa regione è impossibile. Forse solo la sua particolarissima conformazione ci riesce: la Calabria è l'estrema regione meridionale e ne racchiude tutte le diversità e le contraddizioni. È una terra di mare, lambita com'è su due fronti dal placido mar Ionio e dall'impetuoso mar Tirreno, che hanno disegnato un litorale ricco di spiagge di sabbia fine e ciottoli, l'uno, e scogliere impervie a proteggere calette strappate al mito, l'altro.
Ma è anche una terra di montagna, di anfratti selvaggi e cascate, laghi da cartolina e boschi, dove la natura incontaminata dei monti incontra il fascino delle leggende e regala oasi di pace quali solo i monasteri bizantini e le certose sanno essere.
In Calabria, tra un mare dai colori cangianti e i sapori piccanti e genuini della cucina regionale, i viaggiatori potranno toccare con mano le antiche testimonianze di una regione che è stata crocevia di culture e popoli, teatro di correnti filosofiche, guerre e terremoti che hanno impresso il loro marchio indelebile sulle architetture e su un territorio che è una meraviglia da riscoprire.

Reggio di Calabria

Reggio di Calabria
La provincia di Reggio Calabria, punta meridionale dello Stivale, riunisce 97 Comuni della Calabria. Confina a nord-est con la provincia di Catanzaro, a nord-ovest con Vibo Valentia, è circondata a ovest dal Mar Tirreno e a est dal Mar Jonio che si incontrano nello Stretto di Messina, confine d'acqua (nel punto più stretto 3,2 km) con la siciliana Messina.
La peculiare posizione del Reggino, al centro esatto del Mare Nostrum, fa di questo territorio il cuore del Mediterraneo. Un cuore plasmato nell'Aspromonte e accarezzato da un mare che è dappertutto, cinto da spiagge che si allungano verso la Sicilia e si ricoprono sovente di nera polvere lavica dell'Etna, che regala panorami mozzafiato.
Quella reggina è una provincia ricca di contraddizioni, dai colori violenti e dai profumi inebrianti, in cui si mescolano il gelsomino della riviera jonica (nel secolo scorso nota come la Riviera dei Gelsomini), l'origano delle balze aspromontane e gli odori degli agrumi e del bergamotto, che fruttifica solo qui ed è la base naturale di ogni profumo.
Ogni porzione di territorio qui è un mondo a parte. Nell'Area Grecanica, lungo la costa jonica, tra paesaggi e borghi strappati al tempo, si è conservata una lingua che discende dai Bizantini. Nella Costa Viola, bagnata dal Tirreno, mito e tradizione si incontrano a Scilla, dove feluche solcano ancora il mare popolato dai mostri che uccisero i compagni di Ulisse per continuare l'epica della caccia al pescespada. Nella Piana di Gioia Tauro, tra distese di ulivi secolari e agrumeti. Infine a Reggio, patria dei Bronzi di Riace e del lungomare che D'Annunzio definì “il chilometro più bello d'Italia”.

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