Parco Regionale Sirente - Velino

Il Parco Regionale Sirente Velino è un incantevole scenario naturale, un paesaggio incontaminato che ospita una flora e una fauna tra le più significative del centro Italia. E' un concentrato di storia, che conserva le testimonianze di un passato ancora vivo, dove la presenza di templi, castelli, torri, borghi medievali permette di fare un tuffo nel passato immersi in una natura eccezionale.

Introduzione

Il Parco Regionale Sirente – Velino è l'unica area protetta regionale d'Abruzzo e una delle più estese d'Italia, con i suoi 54 mila ettari.
All'interno dei suoi confini, nella provincia de L'Aquila, racchiude un tesoro di habitat tra i più vari del centro Italia, con specie di fauna e vegetali particolarmente interessanti. Al momento, nel Parco risultano censite 1926 varietà floristiche, 216 specie di vertebrati, 149 di uccelli, 43 di mammiferi, 13 di rettili, 11 di anfibi.
Questa estrema varietà è il frutto di una conformazione del territorio che si articola in tre distinte parti: l'Altopiano delle Rocche, di origine carsica, in passato ricoperto da ghiacciai e oggi da boschi di faggio, pascoli e prati di narcisi, che lasciano spazio ai canaloni del Monte Sirente, con pareti verticali imponenti e dolomitiche; la Marsica settentrionale, un versante montuoso aspro e brullo, solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono luoghi impervi e segreti, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche; la Valle dell'Aterno e la Valle Subequana, aree fluviali che si distinguono per un concentrato di beni storici senza pari, tra cui spiccano templi, castelli, torri e borghi medievali.

Abruzzo

Ricco di montagne aspre e sconosciute, stretto tra il gran Sasso, l'Appenino e il mare Adriatico, l'Abruzzo è l’anima verdeggiante e montanara dell'Italia centro-meridionale.
All'interno dei suoi confini, i monti, circondati da paesaggi brulli e incontaminati, fanno posto a piccoli centri d'alta montagna, località turistiche e riserve naturali sviluppatesi alle pendici dei picchi più elevati, dove ancora vola fiera l'aquila reale, seguita con lo sguardo da altre specie protette, tra cui il lupo e l'orso marsicano.
Qui, dove il Gran Sasso e il massiccio della Majella si ricoprono di neve degradando verso le colline dell'Appennino e dischiudendo valli di intramontabile bellezza, si possono incontrare piccoli borghi in cui arte e cultura riescono a “parlare” al viaggiatore, per svelargli una storia ricca di fascino e suggestioni. Facendosi guidare da queste tracce si risale fino alle bellezze architettoniche che il sisma ha messo a rischio a L’Aquila e che ancora sopravvivono a Pescara, Teramo, Chieti e nei piccoli centri dell'entroterra, tra monasteri, castelli ed eremi in cui pare di sentire ancora il canto dei frati.
Se ci si sposta lungo la costa, poi, si scoprono lunghi e sabbiosi arenili a nord, mentre prevalgono le spiagge di ciottoli nella zona a sud.
Le spiagge, tuttavia, non fanno altro che cingere il “cuore verde” della penisola.

L'Aquila

È un paesaggio aspro e montuoso, insieme a borghi che sembrano quasi dipinti, a caratterizzare la provincia de L’Aquila, situata in Abruzzo, in una posizione interna priva di sbocchi sul mare.
Con una popolazione di oltre 300000 abitanti, la provincia de l’Aquila si configura come la più estesa dell’intera regione. Il suo è territorio dominato dalla presenza delle catene montuose, fra cui il massiccio del Gran Sasso, i Monti della Laga, la Majella, i Monti Marsicani e quelli della Meta.
Alle imponenti vette si affiancano ampi altopiani e vallate, come la valle dell’Aterno, che segue il corso dell’omonimo fiume, la valle Peligna e l’Alto Sangro. All’interno della provincia de l’Aquila si trovano inoltre diverse aree naturali protette, come il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il parco nazionale della Majella.
La ricchezza naturalistica e la predominanza del territorio montuoso rendono questa zona particolarmente vivace dal punto di vista del turismo invernale: fra i luoghi più frequentati dagli appassionati dell’alta quota abbiamo le stazioni sciistiche di Campo Imperatore, Ovindoli e Campo Felice.
Ma non è solo la bellezza naturale a valorizzare questa provincia abruzzese. Malgrado le devastanti conseguenze del terribile terremoto dell’aprile 2009, non mancano infatti, all’interno del capoluogo e dei comuni vicini, monumenti e testimonianze del passato che meritano l’attenzione degli amanti di arte e storia.

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