Reggio Calabria, non solo Bronzi di Riace

Sulla punta dello Stivale, a soli 3 km dalla Sicilia, Reggio Calabria è l'ultima città della penisola italiana. Il suo nome è associato a un capolavoro dell'arte greca che tutto il mondo le invidia: i Bronzi di Riace, due delle poche statue bronzee originali greche pervenute fino ai giorni nostri. Ma le ricchezze che questo luogo baciato dal sole e bagnato dalle onde di due mari racchiude sono molte di più. Ecco l'itinerario proposto da Italian Tourism Expo.

  • Giorno 1

    Reggio, il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia e i Bronzi

    In attesa della riapertura di tutti i piani del Museo – dopo il restauro e la riorganizzazione degli spazi commissionata per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, che doterà la struttura di una terrazza panoramica con vista mare – vale la pena visitare la “casa” dei Bronzi di Riace.
    Affacciato su Piazza de Nava, a pochi metri dall'inizio del Lungomare Falcomatà, il Museo, meglio noto come Palazzo Piacentini, è uno dei pochi complessi museali costruiti per ospitare esposizioni all'inizio del Novecento e un bell'esempio di architettura razionale fascista.
    Sulla facciata principale è scolpita una serie di grandi decori che riproducono le monete delle città della Magna Grecia. All'interno al momento è possibile visitare solo il pianterreno, che ospita capolavori dell'arte greca e magnogreca quali la Testa del Filosofo, la Testa di Basilea, il Kouros di Reggio, il gruppo dei Dioscuri che scendono da cavallo nella battaglia della Sagra e la grande sala dei Bronzi di Riace, a cui si accede a piccoli gruppi e dopo due fasi di depurazione per non contaminare le due statue.
    Al termine della visita, non dimenticate di rilassarvi con una lunga passeggiata, magari gustando un cono gelato sul Lungomare Falcomatà, definito da D'Annunzio “il chilometro più bello d'Italia” (in realtà sono quasi tre chilometri).
    Altri punti di interesse nelle vicinanze sono: il Castello Aragonese, la Pinacoteca Civica, il Duomo, le mura greche, le Mura Romane e il Corso Garibaldi.

  • Giorno 2

    Scilla e la Costa Viola
    Nella provincia di Reggio, a poco più di mezz'ora dal capoluogo, gli appassionati di miti e leggende resteranno incantati di fronte al Castello Ruffo di Scilla, antico maniero che domina lo Stretto di Messina su una rocca a picco sul mare. A sinistra del castello la lunga spiaggia di sabbia e ciottoli di Scilla, mentre a destra il borgo di pescatori di Chianalea, inserito nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia. Abitazioni strette, che si sviluppano in altezza, in cui il mare entra quasi fin dentro le stanze, e vie minuscole, che si fanno strada tra le vecchie case dal fascino impareggiabile e le palafitte sul mare dei ristoranti che offrono il meglio del pesce dello Stretto. Non è raro incontrare coppie di sposi, fotografi e turisti che scelgono l'antica chiesetta del borgo, i suoi suggestivi affacci sul mare e il panorama mozzafiato, con vista sulla Sicilia e sulle isole Eolie, per realizzare veri e propri book fotografici.
    Scilla e Chianalea sono solo due delle “perle” della Costa Viola, il lungo tratto di costa calabrese che scorre parallelo alla Sicilia, così denominato per il caratteristico colore delle sue acque, prese d'assalto in estate da bagnanti e turisti affascinati dal panorama e dalle caratteristiche montagne a picco sul mare che fanno di quest'area una delle più suggestive della provincia.
    Senza contare il fascino del mito. Proprio in queste acque si sarebbe svolto uno degli episodi più leggendari dell'Odissea: la distruzione della nave di Ulisse e la morte di tutto il suo equipaggio a causa dei mostri Scilla e Cariddi.

  • Giorno 3

    Pentedattilo e l'area grecanica
    Per completare il tour essenziale di Reggio e della sua provincia, è opportuno esplorare anche l'area ionica della sua costa, a partire dal borgo del mistero di Pentedattilo, un minuscolo centro disabitato da decenni ma dalla suggestione impareggiabile.
    Arrampicato su una rupe a forma di mano, da cui deriva il nome che significa “cinque dita”, è stato nel XVII secolo teatro di una faida familiare in stile Romeo e Giulietta: la Strage degli Alberti. Questa vicenda, a metà tra storia e leggenda, nel corso dei secoli ha dato origini a superstizioni e dicerie. Una di queste afferma che un giorno l’enorme mano su cui sorge il borgo di Pentedattilo si abbatterà sugli uomini per punirli della loro sete di sangue. Un’altra narra che le torri in pietra che sovrastano il paese rappresentano le dita insanguinate della mano del barone Abenavoli. Un’altra, infine, vorrebbe che la sera, in inverno, quando il vento soffia violento tra le gole della montagna, si riescano ancora a sentire le urla del marchese Lorenzo Alberti, trucidato da Abenavoli.
    Lasciando Pentedattilo e proseguendo verso il cuore dell'area grecanica, si arriva a Bova superiore, la culla della variante linguistica che dà il nome all'area: il grecanico. Si tratta di una lingua, inserita tra le varianti parlate in Italia, retaggio secondo alcuni della presenza magnogreca nell'area, secondo i più, invece, della dominazione bizantina o di successive migrazioni. Oltre che dalle peculiarità della lingua, molto simile al greco, il visitatore rimarrà affascinato dalle vie e dalle costruzioni caratteristiche di questo piccolo centro dall'antichissima origine, inserito nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia.

Condividi

Offerta rivolta alle strutture ricettive
Offerta rivolta alle strutture ricettive

Ultime Notizie

Ferragosto a Pieve: il Palio dei Terzieri 1 - Anni fa

Nella settimana di ferragosto, precisamente dal 10 al 21 Agosto, si svolgerà nella Città della...

Parma: protagonista della 20* Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte d’Italia 1 - Anni fa

In occasione della 20* Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte d’Italia, Bologna 27-29 Maggio 2016...

Montemerano: un vero gioiello della Maremma 1 - Anni fa

Montemerano è una frazione del comune di Manciano, in provincia di Grosseto. Forse di origini...

Itinerari Preferiti

Monte Bianco, il sogno alpinistico italiano

Il Monte Bianco è la vetta più prestigiosa dell’omonimo massiccio. La sua ascensione è lunga e...

Verona, love is in the air

La città dell'amore, celebrata dal capolavoro di William Shakespeare “Romeo e Giulietta” non solo è...

Favignana: relax in riva al mare

Se amate il mare e desiderate allontanarvi dal mondo caotico della città e dalle mete turistiche...

La dolcezza delle mele: un itinerario di due giorni nella Val di Non

Quando si pensa alla dolcezza delle mele non si può non associare questa delizia alle zone d’alta...